di  Giuseppe Longo

Pietro Fontanini, pochi giorni fa, aveva chiuso mestamente le porte della Provincia di Udine, cancellata come le altre tre del Friuli Venezia Giulia dalla riforma regionale.

Ma il 14 maggio potrebbe ritrovarsi, ed è quello che lui e il Centrodestra si augurano, ad aprire un altro portone, quello di palazzo D’Aronco, entrandovi come nuovo sindaco della città. Vi ricordate il vecchio detto “Si chiude una porta, si apre un portone” ?

L’ormai ex inquilino di palazzo Belgrado, leghista di lunghissimo corso con un mega curriculum politico, dovrà sfidare fino all’ultimo voto Vincenzo Martines, che dopo il quinquennio in Consiglio regionale ha tutta l’intenzione di rientrare al Comune di Udine dove è stato vicesindaco, dal 2003 al 2013, prima di Sergio Cecotti e poi di Furio Honsell.  Martines invece rappresenta il Pd e lo schieramento di Centrosinistra.
I due candidati sindaci hanno conquistato rispettivamente il 41,49 % (Fontanini) e il 35, 86 % (Martines)
Bene, ma troppo poco per pensare di salire le scalinate del Palazzo di Città, per cui c’è la necessità di ricorrere al ballottaggio.
Così gli elettori del Comune di Udine dovranno tornare alle urne domenica 13 maggio. E  c’è già chi storce il naso dicendo che quel giorno ci sarà l’Adunata nazionale degli alpini a Trento, tanto che molti cittadini con la penna nera saranno alla grande sfilata della città del Buonconsiglio con il pensiero già rivolto a quella che si dovrebbe tenere proprio a Udine fra tre anni. Una data, insomma, infelice ma che è diretta conseguenza di quella del 29 aprile fissata per il primo turno, con tanta gente in viaggio approfittando del maxi-ponte tra le due feste nazionali del 25 Aprile e del Primo Maggio o al mare grazie alla bellissima giornata.
I risultati, come tutti sanno, si sono visti: affluenza a meno del 50 per cento, mentre il 4 marzo era stata del 75.
E non mi si venga a dire che c’è sempre maggiore disaffezione al voto: non può esserci in un turno elettorale e affatto in quello precedente.
Ma torniamo al ballottaggio. E’ evidente che Fontanini è favorito non solo dai voti presi domenica scorsa, ma anche dal vento favorevole del Centrodestra che soffia anche sulle elezioni comunali di Udine e in particolare dal grande momento che sta vivendo la Lega che ha insediato Massimiliano Fedriga in piazza Unità d’Italia con il 57 per cento, un risultato mai visto.
Deve però fare i conti con Martines che si è piazzato a poche lunghezze di distanza e che è più che motivato a continuare sulla strada tracciata da Honsell.
Ed in città il Partito democratico ha fatto meglio che altrove ( 20 %) tanto appunto da cedere la guida della Regione. Entrambi hanno dichiarato che sono interessati a dialogare con ogni forza che si era presentata alle amministrative, con l’intento magari di arrivare a degli apparentamenti che possano innalzare il livello di sicurezza. E le forze che i due sfidanti stanno contattando in queste ore sono quelle che avevano espresso come candidati sindaci Pompea Maria Rosaria Capozzi, Enrico Bertossi, Andrea Valcic , Stefano Salme’ e Luca Minestrelli. Sarà molto interessante vedere chi decideranno di appoggiare i Cinque stelle (8, 47 per cento) dopo l’inconcludente tira molla dei due forni a livello nazionale, mentre dovrebbe essere pacifico il sostegno di Bertossi (7,68) allo schieramento che esprime Fontanini.
Tanto che per un batter di ciglia  l’ex presidente della Camera di commercio era stato proprio il candidato sindaco del Centrodestra.
Quindi, superato questo adempimento previsto dalla legge elettorale, si intensificherà – perché ovviamente è già in atto – la campagna elettorale per ottenere la fiducia dei votanti, per i quali il compito stavolta sarà molto facile (come un referendum), in quanto sulla scheda troveranno soltanto due nomi. Quelli appunto di Pietro Fontanini e di Vincenzo Martines, o viceversa, dipende dal sorteggio.
E sarà, come dicevamo, una battaglia all’ultimo voto, perché non può essere lasciato nulla al caso: vietata ogni distrazione!
Martines si gioca il desiderio, legittimo, di tornare a palazzo D’Aronco;
Fontanini la possibilità appunto di aprire un’altra importantissima porta, dopo la delusione patita per la chiusura di quella di piazza Patriarcato.
La parola, dunque, nuovamente agli udinesi…
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Articolo originale di  Giuseppe Longo  da Nimis
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