di Giuseppe Longo

E così è arrivato il tanto atteso 29 aprile che porta alle urne anche i cittadini del Friuli Venezia Giulia per rinnovare il Consiglio regionale e scegliere il nuovo presidente della Giunta, quello che ormai si preferisce chiamare, pur impropriamente, governatore.
Doppio voto, poi, per i cittadini di 19 Comuni – soltanto Udine e Sacile con più di 15 mila residenti – chiamati a eleggere i nuovi Sindaci e relativi Consigli municipali. Per la prima volta l’assemblea regionale sarà votata anche dagli abitanti di Sappada dopo il loro passaggio dal Veneto al Fvg.
Ma mentre tralasciamo per brevità i candidati alle pur importanti consultazioni comunali, ricordiamo i quattro aspiranti alla poltrona più prestigiosa di piazza Unità d’Italia, a Trieste: Sergio Bolzonello (Centrosinistra), Sergio Cecotti (Patto per l’autonomia), Massimiliano Fedriga (Centrodestra) e Alessandro Fraleoni Morgera (Cinque stelle).
Una convocazione ai seggi in un momento particolare che potrebbe riservare delle sorprese in fatto di affluenza. Questa domenica è infatti collocata tra due feste civili (25 Aprile e I Maggio), in un arco di tempo che su sette giorni ben quattro sono festivi o semi. Insomma, una sorta di maxi-ponte che sicuramente ha incoraggiato molti anche nella nostra regione a prendersi un periodo di relax, abbastanza lungo per una rigenerante vacanza o per un bel viaggetto, tanto che chi è partito di certo non interrompe la vacanza per tornare a votare. E chi non è andato lontano difficilmente, grazie al bellissimo tempo quasi estivo, rinuncia a una giornata al mare o in montagna. E se non è andato al seggio prima di partire, è tutto da vedere se ne avrà voglia quando rientrerà a tarda sera. Anche se comunque le urne sono aperte fino alle 23: ormai il lusso, tutto italiano, di votare anche il lunedì è un ricordo.
A ogni modo, vada come vada, questa chiamata al voto in Friuli Venezia Giulia conclude finalmente la tornata elettorale di fine inverno – primavera (almeno così si spera…), dandoci almeno una tregua in quella campagna elettorale martellante ormai diventata perenne. E il risultato che conosceremo nel dettaglio domani non potrà non avere un significato a livello nazionale, dove tutti attendono con impazienza e interesse le decisioni dell’assemblea nazionale del Pd rinviata al 3 maggio per vedere se approverà l’apertura a un’intesa con i pentastellati (ma si parla già anche di referendum fra gli iscritti), dopo che quella con la Lega è naufragata.
La parola quindi al Friuli Venezia Giulia. Non mi addentro in pur facili previsioni, visto il silenzio imposto nella giornata del voto. Ma domenica scorsa avevo detto, credo opportunamente, che l’Ohio più che in Molise – che comunque ha dato risultati molto interessanti – è proprio qui, sia per il numero di elettori (oltre un milione e 100 mila) sia per l’importanza di una Regione pur piccola ma che è al centro dell’Europa e dei traffici internazionali.
Staremo dunque a vedere. Per ora chiudo qui e vado a votare.

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